GENOVA, VENERDI' 21 MAGGIO: SCIOPERA IL SETTORE SANITA' DELLA CUB
Nell’ambito della giornata nazionale di sciopero, indetto dai lavoratori del settore Sanità aderenti alla Confederazione Unitaria di Base, anche a Genova si svolge – a partire dalle ore 9:30, in piazza Raffaele De Ferrari – un presidio: la piattaforma rivendicativa è ampia, ed abbraccia molti obiettivi, sia a breve sia a lungo termine.

Tra i primi, nel lungo comunicato di indizione della protesta, si legge: difendere e prorogare il blocco dei licenziamenti, anche dopo la riapertura; impedire che il Decreto Legge 44 sia definitivamente approvato, non senza inserire ammortizzatori sociali che garantiscano almeno l’80% dello stipendio per gli operatori eventualmente sospesi; riportare la Cassa Integrazione all’80% dello stipendio netto, come era prima del Jobs Act, per tutti; rivendicare la regolarizzazione degli operatori, e le assunzioni a tempo indeterminato, su larga scala; liberare i brevetti dalle mani delle multinazionali che speculano sull’emergenza e non solo su questa.
I secondi invece sono: ricostruire la Sanità Territoriale, e con essa il sistema di prevenzione; cancellare il numero chiuso dalle università, e garantire l’accesso all’istruzione sanitaria a tutti; adeguare il numero del personale alle necessità della popolazione; ottenere la formazione continua e gratuita per tutti gli operatori, sia nel pubblico sia nel privato; stabilizzare la ricerca, sottraendola dalle avide mani dei privati; uniformare i contratti, tra pubblico e privato, alle migliori condizioni economiche e lavorative; ottenere una sanità pubblica, universale e gratuita.
I lavoratori presenti in piazza sono valutabili intorno alle cento unità, quasi tutti muniti di bandiera di ordinanza; sono inoltre ben visibili alcuni cartelli con le parole d’ordine della giornata e uno striscione giallo con la scritta: “Cub Sanità Liguria. No al Dl 44! Libertà di scelta. Diritto al reddito”.
Il primo intervento ringrazia il ministro Speranza perché «con le politiche che sta portando avanti sta risvegliando le coscienze dei lavoratori»; da qui fa discendere il fatto che «occorre continuare a resistere, a fare informazione, visto che la stampa borghese non è interessata a svolgere seriamente il propiro mestiere, lasciando al governo la possibilità di fare propaganda senza un vero contradditorio».
Successivamente prende la parola un lavoratore del settore metalmeccanico che porta la solidarietà del proprio comparto, invitando i presenti ad impegnarsi per costruire il sindacato di base contro i burocrati di quelli collaborazionisti, in modo da riappropriarsi di ciò di cui da tempo sono stati scippati: un servizio sanitario nazionale pubblico funzionante ed i diritti sui posti di lavoro.
Bosio (Al), 22 maggio 2021
Stefano Ghio - Slai cobas per il sindacato di classe Alessamdria/Genova
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